beh, rieccomi qui...
Il destino è sempre stata una costante nella mia vita e penso sempre lo sarà. Forse è così un pò per tutti, ma io lo sento un pò di più..
Oggi nella mia città è festa, i negozi sono tutti chiusi o almeno la maggio parte. Stamattina sono andata a fare la spesa con mamma in un posto non proprio vicino casa e ti ho visto.
Devo dire che ti ho pensato ogni singolo momento, ma ormai mi capita praticamente ovunque perchè ad ogni angolo, ad ogni luogo c'è un ricordo di noi.
La spesa era praticamente finita, stavamo andando verso la cassa e chi mi trovo davanti? Te. Stavi di spalle o girato di 3/4, lacoste blu, quella che abbiamo comprato l'anno scorso con i bordini che hanno i colori della Francia visto che l'anno scorso siamo stati a Parigi e jeans. Come dico sempre se avessi camminato tra migliaia di persone ti avrei riconosciuti alla prima occhiata, la tua camminata non me la dimenticherò mai. Ma stavolta era fermi e guardavi non so cosa, poi mamma mi ha detto che stavi guardando le lamette. Non lo so cosa mi sia preso, ti ho chiamato...ti sei girato forse a fatica, penso tu abbia provato un brivido. Non sapevi cosa dire, cosa fare...io mi sono avvicinata e ti ho abbracciato, tu freddo.
Ci siamo spostati da lì, non mi guardavi in faccia mentre io ti guardavo e cercavo un tuo sguardo. Già non ti riconosco più, anche la voce mi sembra cambiata.
L'unica cosa che pensavo è quanto fossi bello, a quanto ti sentissi mio, a quanto non volessi lasciarti andare. Non riuscivo a parlare, ti ho guardato bene...masticavi una gomma e sentivo perfino il profumo ormai quasi svanito, avevi delle scarpe nuove, delle converse bianche estivissime, perfette.
Mi hai fatto un pò di domande. Come stavo, se mi vedessi con qualcuno...che già questa domanda detta così non ha senso, infatti ti ho detto con chi dovrei vedermi...mi vedo con la mia amica qualche volta, non posso ammorbarla troppo. Mi hai chiesto cosa facessi oggi, come sta Oliver, ho saputo che ancora non ti sei trasferito da dietro casa mia, hai detto che servono troppi soldi, io penso sia solo questione di tempo.
In quel momento avrei voluto dirti che mi mancavi da morire, ma non l'ho fatto per rispetto, mio e tuo.
Mi hai sempre rimproverato di non accettare mai le tue decisioni, ed è vero..non è che non lo sapessi, l'ho sempre saputo ma ho sempre sbagliato io. I tuoi occhi, così grandi...mi sembravano più scuri del solito, più profondi ma allo stesso tempo freddi, come se non mi volessero guardare non so per qualche motivo...forse per non vedere il dolore nei miei. Mi illudo che possa provare ancora qualche cosa per me forse, è solo per questo.
Poi hai cercato di andartene, dicendomi di raggiungere mia madre che era quasi arrivata alla cassa e non sapevo come salutarti, non volevo. Tu mi hai abbracciata soltanto per qualche secondo...mi hai accarezzato con la mano la spalla mentre io ti stringevo. Ed è finita lì, ti ho visto allontanarti e poi sei scomparso tra le corsie del supermercato.
Ancora adesso non ho metabolizzato questo incontro del destino. Mi chiedo perchè proprio ora, è troppo fresco il mio dolore. Tant'è che ti ho anche detto: "che cazzo di destino eh..." e tu non hai risposto o forse hai detto: "eh..".
E' come se in quel momento il mio dolore allo stomaco fosse scomparso. Una boccata di aria fresca, ancora tra le tue braccia...
G.
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